Erdogan detta la linea di Ankara: cooperazione strategica con l’Egitto, impegno per Gaza, no al riconoscimento del Somaliland, focus su Libia, Sudan e dialogo con l’Iran
A cura di : Chiara Cavalieri
IL CAIRO- Il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha incontrato il suo omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi, confermando la centralità del dialogo politico tra Turchia ed Egitto in una fase di profonda instabilità regionale.

L’incontro ha fornito il quadro politico entro cui si inseriscono le numerose dichiarazioni rilasciate da Erdoğan su Medio Oriente e Africa, evidenziando una crescente convergenza strategica tra Ankara e Il Cairo.
Nel corso della sua visita al Cairo, in occasione della seconda riunione del Consiglio di Cooperazione Strategica ad Alto Livello tra Turchia ed Egitto, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso grande soddisfazione per l’incontro con il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, auspicando che le decisioni adottate possano contribuire alla pace, alla prosperità e alla stabilità dell’intera regione.
Erdogan ha sottolineato l’obiettivo comune di aumentare il volume degli scambi commerciali, oggi compreso tra gli 8 e i 9 miliardi di dollari, fino a raggiungere quota 15 miliardi, rafforzando al contempo la cooperazione nel Mediterraneo orientale nei settori del trasporto marittimo, della libertà di navigazione e della sicurezza in mare.
Il Presidente turco ha inoltre ribadito che il tema centrale dell’agenda condivisa resta la causa palestinese: pur in presenza di un cessate il fuoco, ha dichiarato, il dramma umanitario a Gaza continua, e Ankara continuerà a lavorare insieme all’Egitto per iniziative che rendano possibile una pace duratura e per contribuire alla ricostruzione della Striscia devastata dagli attacchi israeliani.

GAZA: LA TRAGEDIA UMANITARIA CONTINUA
Nonostante mesi di cessate il fuoco, Erdoğan ha denunciato il perdurare della tragedia umanitaria nella Gaza, sottolineando che la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto. Ankara, ha precisato, sta lavorando a stretto contatto con l’Egitto per iniziative concrete volte a rendere possibile una pace reale e duratura, riaffermando che il coordinamento turco-egiziano resta centrale per qualsiasi prospettiva di stabilizzazione.

EGITTO: PARTNERSHIP STRATEGICA E COMMERCIO IN CRESCITA
Il Presidente turco ha definito l’Egitto il principale partner commerciale della Turchia in Africa, con un interscambio che oggi oscilla tra 8 e 9 miliardi di dollari, e l’obiettivo dichiarato di raggiungere 15 miliardi nel medio termine. Tra i settori chiave indicati:
- commercio e trasporti marittimi
- libertà di navigazione
- sicurezza marittima
Una convergenza che va oltre l’economia e si traduce in una visione comune sulla sicurezza del Mediterraneo allargato.

SOMALILAND E SOMALIA: NO ALLE MOSSE UNILATERALI
Sul piano africano, Erdoğan ha respinto con fermezza la decisione di Israele di riconoscere il Somaliland, ribadendo il rispetto della sovranità e integrità territoriale della Somalia. Una posizione che rafforza il messaggio turco contro iniziative ritenute destabilizzanti per equilibri già fragili.
LIBIA: UNITÀ E STABILITÀ COME OBIETTIVO CONDIVISO
Ankara e Il Cairo, ha affermato Erdoğan, condividono un obiettivo chiaro: preservare l’unità e l’integrità territoriale della Libia come condizione indispensabile per una stabilità duratura. Un’affermazione che segnala una significativa convergenza turco-egiziana su uno dei dossier più complessi del Nord Africa.

SUDAN: PRIMA IL CESSATE IL FUOCO
Sulla crisi sudanese, il Presidente turco ha indicato una roadmap netta: prima il cessate il fuoco, poi un processo di pace sostenibile per il Sudan, confermando l’attenzione di Ankara verso una crisi spesso trascurata ma di enorme impatto regionale.
IRAN: DIPLOMAZIA SUL DOSSIER NUCLEARE
Infine, Erdoğan ha ribadito che le controversie con l’Iran, incluso il delicato dossier nucleare, devono essere affrontate attraverso strumenti diplomatici, definiti come il metodo “più appropriato” per evitare escalation e mantenere un equilibrio regionale già precario.
Nel quadro della visita ufficiale di Recep Tayyip Erdogan al Cairo, Egitto e Turchia hanno compiuto un ulteriore passo nel rafforzamento delle relazioni bilaterali firmando un importante accordo di cooperazione militare, alla presenza del Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e del Presidente turco.
Dopo l’incontro tenutosi nella capitale egiziana, i due leader hanno assistito alla firma di una serie di intese, tra cui spicca un “accordo quadro militare” tra i rispettivi governi, sottoscritto dal ministro della Difesa egiziano, tenente generale Abdel Majid Saqr, e dal ministro della Difesa turco Yaşar Güler.
TRA REALPOLITIK E MEDIAZIONE

Nel complesso, le dichiarazioni del Presidente turco delineano una strategia multilivello: mediazione nei conflitti, rafforzamento delle alleanze economiche — in primis con l’Egitto — e difesa dell’integrità territoriale degli Stati africani. Una linea che conferma l’ambizione di Ankara di restare protagonista tra Mediterraneo, Medio Oriente e Africa, in una fase storica segnata da crisi interconnesse e da equilibri in continua evoluzione.
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