L’Egitto rilancia il proprio ruolo strategico all’interno dei BRICS e porta sul tavolo internazionale la questione della rappresentanza africana, della sicurezza economica globale e della stabilità del Medio Oriente.
di Chiara Cavalieri
NEW DHELI. Durante la riunione dei ministri degli Esteri del gruppo BRICS, ospitata a Nuova Delhi, il ministro egiziano degli Esteri, della Cooperazione Internazionale e degli Egiziani all’Estero, Badr Abdel-Aty, ha pronunciato un intervento di forte peso politico e geopolitico, ribadendo l’impegno del Cairo per “porre rimedio alle ingiustizie storiche subite dal continente africano”.
L’incontro si è svolto in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali, segnato dalle tensioni in Medio Oriente, dalle crisi energetiche, dalla guerra commerciale globale e dalla crescente richiesta di riforma delle istituzioni internazionali da parte dei Paesi emergenti.

Nel suo intervento, Abdel-Aty ha sottolineato la volontà dell’Egitto di rafforzare la cooperazione economica all’interno dei BRICS, con particolare attenzione al ruolo della Nuova Banca di Sviluppo, considerata dal Cairo uno strumento essenziale per finanziare infrastrutture e progetti strategici nei Paesi in via di sviluppo.
Il ministro ha chiesto un’accelerazione dei progetti comuni nei settori dell’energia, dell’industria manifatturiera, delle infrastrutture e delle tecnologie avanzate, evidenziando la necessità di costruire partnership economiche capaci di proteggere gli interessi reciproci dei membri del blocco.
Uno dei punti centrali dell’intervento egiziano è stato il tema della sicurezza alimentare globale. Abdel-Aty ha presentato l’ambizioso progetto egiziano per la creazione di un centro logistico internazionale per lo stoccaggio e il commercio dei cereali nell’area di East Port Said, destinato a diventare un hub strategico per il commercio e le catene di approvvigionamento alimentare tra i Paesi BRICS.

Il Cairo punta così a trasformare il Canale di Suez e l’area economica di East Port Said in uno snodo centrale del commercio internazionale, rafforzando contemporaneamente il proprio ruolo geopolitico tra Africa, Medio Oriente e Asia.
Sul piano politico e multilaterale, Abdel-Aty ha rilanciato con forza la richiesta africana di riforma del sistema internazionale, in particolare del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il ministro ha ribadito il sostegno dell’Egitto al Consenso di Ezulwini e alla Dichiarazione di Sirte, documenti considerati il riferimento ufficiale della posizione africana sulla riforma ONU. Secondo il Cairo, l’attuale sistema internazionale continua a penalizzare il continente africano, privandolo di una rappresentanza equa nei principali organismi decisionali mondiali.
Parlando delle crisi geopolitiche internazionali, Abdel-Aty ha messo in guardia dalle conseguenze devastanti dei conflitti globali sui Paesi in via di sviluppo, citando in particolare la crescente escalation in Medio Oriente e il suo impatto sulla sicurezza marittima, sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi dell’energia.

Il ministro ha inoltre ribadito gli sforzi diplomatici dell’Egitto per evitare una guerra regionale su larga scala, confermando il sostegno del Cairo alla sicurezza degli Stati del Golfo e il rifiuto di qualsiasi violazione della loro sovranità.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla questione palestinese. Abdel-Aty ha condannato duramente le pratiche israeliane nei territori occupati, chiedendo la rimozione immediata di tutti gli ostacoli agli aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza e l’avvio di un processo di ricostruzione capace di portare a una soluzione giusta e globale del conflitto.
L’intervento egiziano ai BRICS conferma dunque la strategia del Cairo di rafforzare la propria posizione come potenza regionale africana e mediorientale, cercando al tempo stesso di consolidare il peso politico del Sud globale in un sistema internazionale sempre più multipolare.
© 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗘𝗿𝗶𝗱𝗮𝗻𝘂𝘀 – 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗶
