Nel cuore pulsante della Città Eterna, dove i pini domestici disegnano il profilo del cielo romano, si rinnova un rito che affonda le proprie radici nel mito e nel battito arcaico della terra: il Sizdah Be Dar. Letteralmente “il tredicesimo fuori”, questa ricorrenza segna il compimento del Nowruz (il Capodanno Persiano) e rappresenta uno dei momenti più affascinanti e stratificati dell’antropologia culturale mediorientale, trovando quest’anno una casa ideale tra i viali monumentali di Villa Borghese.
L’archetipo del tredicesimo giorno: Tra caos e rinascita
Da un punto di vista antropologico, il Sizdah Be Dar non è una semplice gita fuori porta, ma una vera e propria necessità rituale. Il numero tredici, in molte culture gravato da ombre sinistre, assume nel contesto persiano il valore di una transizione cosmica. Secondo l’antica visione zoroastriana, il dodicesimo giorno chiude il ciclo della creazione; il tredicesimo rappresenta dunque l’inizio di un’era nuova, un momento di “sospensione” in cui le forze del caos potrebbero infiltrarsi nella vita domestica.
Uscire di casa, dunque, non è solo un piacere, ma un atto di catarsi collettiva. Abbandonare le mura domestiche — simbolo dello spazio chiuso, protetto ma statico — per immergersi nel dinamismo della natura significa allontanare le “ombre” e le negatività accumulate nell’anno passato. È il ritorno temporaneo all’Età dell’Oro, dove la barriera tra civiltà e natura crolla per lasciare spazio a un’armonia primordiale tra l’essere umano e il cosmo.
L’ombra del Sommo Poeta: Ferdowsi e l’anima di un popolo
La scelta di Piazzale Ferdowsi come epicentro della celebrazione a Roma è intrisa di un profondo significato storico-artistico. La statua del “Sommo Poeta”, autore dell’immortale Shahnameh (Il Libro dei Re), non è un semplice arredo urbano, ma un guardiano dell’identità. Abolqasem Ferdowsi è colui che, attraverso la forza della parola, ha salvato la lingua e la mitologia persiana dall’oblio, tessendo un poema epico che è ancora oggi il midollo spinale di una nazione.
Raccogliersi ai piedi del suo monumento in occasione del Sizdah Be Dar assume i tratti di un pellegrinaggio laico. L’iniziativa “Uno Scatto con Ferdowsi” trasforma l’atto tecnologico della fotografia in un moderno documento di solidarietà. In un’epoca segnata da frammentazioni e conflitti che tentano di oscurare la luce della civiltà, celebrare un poeta significa riaffermare che la cultura è l’unico linguaggio universale capace di resistere al tempo e alla violenza.
Un ponte tra civiltà: Dalla Persia al “Cuore Verde” di Roma
Esiste una suggestiva rima storica tra la primavera iraniana e la Pasqua dei romani. Entrambe le tradizioni, pur nelle loro differenze liturgiche, celebrano il medesimo nucleo simbolico: il rinnovamento, la vittoria della luce sulle tenebre invernali e la sacralità della famiglia.
Villa Borghese, con la sua stratificazione di stili che vanno dal barocco al neoclassico, diventa per un giorno una “terra di mezzo”. Il rito di gettare i germogli di grano o lenticchie (Sabzeh) nell’acqua corrente — gesto propiziatorio tipico della festa — trova nei corsi d’acqua romani un ideale prolungamento. È l’incontro tra due culture millenarie che riconoscono nella Natura la loro comune genitrice.
In tempi difficili, questo evento vuole essere un pretesto per stare insieme, per parlare di pace non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana di condivisione. Vedere le famiglie riunite sul prato, intente a scambiarsi sorrisi e cibo tradizionale, ci ricorda che le radici dell’umanità sono intrecciate come i rami dei platani secolari che ombreggiano il piazzale.
Il Sizdah Be Dar a Roma non è solo una festa della comunità iraniana residente in Italia, ma un invito a tutta la cittadinanza. È un appello a riscoprire il valore della sosta, del respiro e della solidarietà interculturale. Partecipare, scattare una foto, sorridere sotto lo sguardo di Ferdowsi, significa comporre quell’ “album virtuale” della pace che oggi più che mai abbiamo il dovere di sfogliare e arricchire.
Siete tutte e tutti invitate/i dalle ore 17:00 in poi…
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