Roberto Roggero – Un nuovo colpo di testa da parte del “biondo” prepotente americano, questa volta nei confronti del primo ministro britannico Keir Starmer, a proposito della mancata autorizzazione all’utilizzo della base aerea di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, dove la US-Air Force mantiene i super bombardieri Stealth B2 e F117, fra gli altri diversi tipi di aerei da guerra.
IL Parlamento di Londra aveva negato l’autorizzazione in base alle leggi internazionali, che sarebbero state violate in assenza di un accordo scritto, ma il “biondo” Doland non ci sta, e si sente colpito come se si trattasse di lesa maestà. Non si può osare dire di no a Donald!
Il messaggio partito dallo Studio Ovale e diretto a Londra parla chiaro: “Caro amico mio, tu non puoi cedere l’isola di Diego Garcia alla sovranità di Mautitius perché a me serve per attaccare l’Iran! Se prima ho accolto la tua decisine, adesso ho cambiato idea. Tu non lo fai!”.
La base di Diego Garcia, un atollo la cui altitudine massina è di 5 metri sul livello del mare, estesa per poco meno di 60 km quadrati e in pieno Oceano Indiano, a oltre 3.000 km a sud delle coste somale, è territorio britannico da più di 200 anni e dichiarato Territorio Britannico d’Oltremare nel 1968, Qui di trova una delle più importanti basi aeree americane, costruita a fine anni ’60 del secolo scorso, dalle prime installazioni che la Royal Air Force aveva allestito durante la seconda guerra mondiale, perché geograficamente in posizione di primario interesse strategico non solo nel caso attuale, per quanto riguarda l’Iran, ma perché gli aerei di base sull’isola possono raggiungere in 24 ore qualsiasi punti del globo. È un avamposto completamente attrezzato con stazioni radar, depositi di carburante, collegamenti satellitari e tutto quanto serve per la conduzione di un conflitto, compresi attracchi marittimi per ormeggiare portaerei, cacciatorpediniere e sommergibili nucleari.
L’anno scorso, Londra e il governo di Mauritius (ex colonia inglese, indipendente dal 1968) avevano stipulato un accordo, in base al quale Londra avrebbe esercitato l’amministrazione in leasing di Diego Garcia per un periodo di 99 anni, con possibilità di recesso da entrambe le parti previo preavviso di due anni. Lo scorso 18 febbraio, il “biondo” Donald, che in un primo tempo aveva acconsentito all’accordo, ha cambiato idea e si è messo a sbraitare, perché la base di Diego Garcia gli serve contro la Repubblica Islamica dell’Iran.
L’atollo era stato scelto dagli americani come punto di grande importanza tecnica e logistica, nel caso in cui fosse stato in pericolo l’accesso all’Oceano indiano, per cui prima di tutto si pensò ad una base navale. I negoziati segreti avevano portato a metà anni 60 ad un pagamento di 10 milioni di euro per convincere Londra a lasciare Diego Garcia a Mauritius, poi la base è servita nel 1991 nella prima guerra del Golfo, e nel 2003 per la seconda, quindi di nuovo per la guerra al terrorismo all’inizio del 2000, in particolare contro il regime talebano e Al-Qaeda in Afghanistan e ancora nel 2024 e 2025 contro gli Houthi nello Yemen, nonché per i bombardamenti del giugno ’25 contro i siti nucleari iraniani. Di mezzo poi c’è anche l’India, che ricopre il ruolo di mediatore fra Gran Bretagna e Mauritius e che inoltre sta completando una nuova base a 1800 km di distanza da Diego Garcia con la Francia che mantiene un presidio di circa 7.000 soldati a La Réunion e Mayotte.
Diego Garcia per gli americani è fondamentale.
Gli obiettivi de “biondo” prepotente fanno a pugni con l’accordo fra Londra e Mauritius, avvallato anche dalla Corte Internazionale dell’Aja nel 2019. La Corte ha condannato la Gran Bretagna, che voleva mantenere il possesso dell’isola e adesso le trattative sono in corso.
In base alle stesse leggi internazionali, tuttavia, il “biondo” Donald può battere i piedi per terra finché vuole, ma non ha alcun diritto su un territorio che non appartiene agli Stati Uniti, e che di fatto, per sentenza della Corte Internazionale, deve tornare alla sovranità di Mauritius. Questo però, come dimostrato da molti recenti avvenimenti, ad esempio il Venezuela, sembra solo essere un particolare trascurabile…
