Mosca “segue con interesse” le dichiarazioni di Ankara mentre crescono le tensioni sulla proliferazione in Medio Oriente
di Chiara Cavalieri*
MOSCA- Il Cremlino ha reagito con attenzione alle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, che ha evocato la possibilità che la Turchia possa essere trascinata in una corsa agli armamenti nucleari qualora i Paesi vicini acquisissero capacità atomiche militari.
A commentare ufficialmente è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il quale ha dichiarato ai giornalisti che Mosca sta seguendo con interesse queste affermazioni:
“Certamente, questa dichiarazione ha catturato la nostra attenzione”,
senza però entrare nei dettagli della posizione russa sulla questione.
FIDAN: “INGIUSTIZIA NUCLEARE” E TIMORI PER L’EQUILIBRIO REGIONALE
Le parole di Fidan sono state pronunciate in un contesto di crescente preoccupazione internazionale riguardo alla possibilità che l’Iran possa sviluppare capacità nucleari militari.
In un’intervista televisiva rilasciata lunedì sera al canale turco CNN Turk, il ministro ha affermato che Ankara non resterà passiva di fronte a eventuali cambiamenti drastici negli equilibri strategici regionali.
Secondo Fidan, l’attuale ordine nucleare globale è segnato da una profonda disparità:
“Le nazioni del mondo soffrono di un’ingiustizia nucleare”.
Il ministro ha criticato apertamente il Trattato di Non Proliferazione (TNP), sostenendo che esso consente solo ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU di possedere armi nucleari, mentre questi stessi Paesi non avrebbero rispettato pienamente gli impegni sul disarmo.
LA TURCHIA E LO SCENARIO DI UNA NUOVA PROLIFERAZIONE
Fidan ha inoltre avvertito che l’eventuale acquisizione di armi nucleari da parte dell’Iran potrebbe generare un effetto domino in Medio Oriente, spingendo altri Stati a perseguire lo stesso obiettivo.
Ha dichiarato esplicitamente:
“Anche noi potremmo essere costretti a partecipare a questa corsa, che lo vogliamo o no”.
Il ministro ha collegato questa prospettiva anche al ruolo degli Stati Uniti, sostenendo che un eventuale indebolimento dello scudo difensivo americano verso gli alleati potrebbe spingere Paesi in Asia, nel Pacifico e in Europa a valutare opzioni nucleari autonome.
IL CREMLINO OSSERVA: UNA QUESTIONE STRATEGICA PER MOSCA
Il commento prudente del Cremlino arriva in un momento in cui la Russia mantiene un ruolo centrale nei dossier di sicurezza globale e nei rapporti con Iran e Turchia.
La scelta di Peskov di non approfondire ulteriormente suggerisce che Mosca preferisca monitorare con cautela le implicazioni delle parole di Fidan, consapevole che una corsa agli armamenti nucleari in Medio Oriente rappresenterebbe una minaccia diretta alla stabilità regionale e internazionale.
NUCLEARE IN MEDIO ORIENTE: CRESCONO I TIMORI PER LA SICUREZZA REGIONALE
Questi sviluppi si inseriscono in un quadro di tensioni crescenti in Medio Oriente, aggravate da:
- la guerra a Gaza
- le rivalità tra Iran e Stati arabi
- l’instabilità in Siria e Iraq
- le preoccupazioni occidentali sul programma nucleare iraniano
Le dichiarazioni turche aprono interrogativi importanti sul futuro della sicurezza regionale e sulla tenuta degli attuali equilibri strategici.
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