Tripoli rifiuta ogni consultazione internazionale sulla crisi libica senza la partecipazione ufficiale delle istituzioni libiche. La Tunisia ospita il vertice con Egitto, Tunisia e Algeria alla presenza dell’inviata ONU Hanna Tetteh.
A cura di: Chiara Cavalieri
TRIPOLI- Il Ministero degli Affari Esteri del Governo di Unità Nazionale libico ha espresso un categorico rifiuto verso qualsiasi incontro o consultazione internazionale sugli affari libici che avvenga senza la partecipazione diretta dello Stato libico, rappresentato dalle sue istituzioni ufficiali.

In una dichiarazione rilasciata domenica sera, il Ministero ha ribadito il diritto sovrano della Libia a essere parte centrale e imprescindibile in ogni discussione riguardante il futuro politico, istituzionale e di sicurezza del Paese, sottolineando che nessun processo decisionale può essere legittimo se costruito al di fuori delle autorità libiche competenti.

La presa di posizione arriva in relazione alla riunione consultiva tripartita tenutasi in Tunisia, con la partecipazione di Tunisia, Egitto e Algeria, e alla presenza dell’inviata speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Libia, Hanna Tetteh.
Sovranità nazionale e ruolo delle istituzioni libiche
Nella dichiarazione ufficiale, il Ministero libico ha chiarito che qualsiasi discussione sulla Libia deve avvenire con la partecipazione diretta delle autorità libiche legittime, affermando il principio secondo cui il Ministero degli Affari Esteri rappresenta l’organismo istituzionale originario e competente per tutto ciò che riguarda:
- la politica estera
- il futuro politico del Paese
- la sicurezza nazionale
- i processi di mediazione internazionale
Pur ribadendo l’apprezzamento per le relazioni fraterne e storiche con i Paesi vicini, Tripoli ha sottolineato la necessità di rispettare il principio di partenariato e di non bypassare le istituzioni nazionali libiche.
Apertura al dialogo, ma nel rispetto della sovranità
Il Governo di Unità Nazionale ha inoltre chiarito di accogliere positivamente ogni sincero sforzo regionale e internazionale volto a sostenere il processo politico libico, a condizione che:
- sia rispettata la sovranità dello Stato libico
- sia garantita l’indipendenza della decisione nazionale
- venga rispettato il principio di partenariato istituzionale
- non vengano intraprese iniziative isolate dalle autorità libiche competenti
La dichiarazione si chiude con l’impegno della Libia a una cooperazione positiva con i Paesi vicini e con le Nazioni Unite, al fine di rafforzare la stabilità regionale e rispondere alle aspirazioni del popolo libico a una pace duratura.
Parallelamente, la Tunisia ha ospitato la riunione dei ministri degli esteri di Egitto, Tunisia e Algeria, alla presenza dell’inviata ONU Hanna Tetteh, nell’ambito del meccanismo di consultazione tripartita per la risoluzione della crisi libica.

Secondo fonti diplomatiche , l’incontro affronterà:
- la necessità di una soluzione politica globale e sostenibile, puramente libica
- il rifiuto di interferenze esterne
- l’avanzamento del processo elettorale secondo la roadmap ONU
- le fasi del dialogo politico strutturato
I punti centrali dell’agenda
Tra i temi principali in discussione:
- rimozione di mercenari e forze straniere da tutte le regioni libiche prima di qualsiasi processo elettorale
- gestione dei cambiamenti geopolitici regionali
- sicurezza delle frontiere
- superamento della divisione politica
- fine dell’impasse istituzionale
- ricostruzione di un quadro statale unitario.
La posizione del Governo di Unità Nazionale evidenzia un nodo strutturale della crisi libica:
non solo instabilità militare, ma frammentazione istituzionale, competizione di legittimità e sovrapposizione di canali diplomatici.
Il rifiuto di consultazioni senza Tripoli segnala un messaggio politico chiaro:
la stabilizzazione della Libia non può essere costruita su tavoli regionali senza rappresentanza libica diretta, pena la perdita di legittimità dei processi negoziali.
In gioco non c’è solo la sicurezza, ma la sovranità politica dello Stato libico come soggetto internazionale.
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