Il presidente turco sarà a Riad il 3 febbraio e al Cairo il 4 febbraio per discutere di cooperazione bilaterale e crisi regionali, da Gaza alla Siria.
di Chiara Cavalieri
ANKARA-Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si prepara a una missione diplomatica di alto profilo in Medio Oriente, con una doppia visita ufficiale in Arabia Saudita e in Egitto, destinata a rafforzare il dialogo politico e a ridefinire gli equilibri regionali in un momento di forte instabilità geopolitica.
Secondo quanto riferito da fonti di RT, Erdogan visiterà il Regno dell’Arabia Saudita il 3 febbraio, per poi recarsi direttamente in Egitto il 4 febbraio, in una missione che assume un forte valore strategico sia sul piano bilaterale sia su quello regionale.
Durante gli incontri, il presidente turco affronterà con i leader dei due Paesi un ampio spettro di temi legati alle relazioni bilaterali, inclusi gli aspetti politici, economici e di sicurezza, oltre alle principali crisi regionali e internazionali. Al centro del confronto vi saranno i dossier più sensibili dell’attuale scenario geopolitico: Gaza, Siria, Sudan, Somalia, Yemen e altre aree di instabilità che stanno ridefinendo gli equilibri del Medio Oriente e del Corno d’Africa.
Particolare rilievo assume la tappa egiziana. Durante la visita al Cairo si terrà infatti la seconda riunione del Consiglio di cooperazione strategica ad alto livello tra Egitto e Turchia, presieduta congiuntamente dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Il Consiglio rappresenta uno strumento centrale nel processo di normalizzazione e rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, dopo anni di tensioni politiche e contrapposizioni regionali. La sua convocazione conferma la volontà di Ankara e del Cairo di costruire un nuovo quadro di cooperazione stabile, fondato su interessi strategici condivisi, sicurezza regionale e dialogo politico strutturato.
Sul piano geopolitico, la missione di Erdogan si inserisce in un contesto di ricomposizione delle alleanze regionali, in cui Arabia Saudita, Egitto e Turchia stanno ridefinendo i propri rapporti bilaterali e multilaterali alla luce delle crisi in corso, della questione palestinese, delle dinamiche nel Mar Rosso e della competizione tra potenze regionali e globali.
Le visite del 3 e 4 febbraio rappresentano quindi non solo un’agenda diplomatica, ma un passaggio strategico nella costruzione di nuovi assetti politici nel Medio Oriente, dove il dialogo tra attori chiave come Riad, Il Cairo e Ankara assume un ruolo sempre più centrale nella gestione delle crisi e nella stabilizzazione dell’area.
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