A cura di : Chiara Cavalieri
GAZA – Con la firma avvenuta ieri del Mission Statement come primo atto ufficiale, prende formalmente avvio il National Committee for the Administration of Gaza (NCAG), l’organismo incaricato di guidare la fase di transizione nella Striscia di Gaza. Il documento definisce mandato, principi operativi e obiettivi strategici di una governance temporanea che punta a trasformare l’emergenza in una base strutturale per una prosperità palestinese duratura.

Il NCAG opera sulla base dell’autorizzazione del United Nations Security Council attraverso la Risoluzione 2803 e in coerenza con il Piano di Pace in 20 punti promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump. Una cornice che conferisce legittimità internazionale e indirizzo politico a un progetto che mira a superare la logica emergenziale per avviare una ricostruzione sistemica e verificabile.
Elemento cardine della nuova architettura è la designazione dell’ingegnere palestinese Ali Shaath al coordinamento del Comitato amministrativo per Gaza. Ingegnere civile, ex alto funzionario dell’Autorità Nazionale Palestinese, Shaath è considerato una figura tecnica e non fazionale, scelta per guidare una fase delicatissima lontano dalle polarizzazioni politiche. Con la firma di ieri, il NCAG è già operativo sotto il suo coordinamento.

La governance: Board of Peace e Alto Rappresentante
Il Comitato opera sotto la supervisione del Board of Peace, presieduto dal presidente Trump, e con il supporto dell’Alto Rappresentante per Gaza, Nikolay Mladenov incaricato di coordinare l’assistenza politica, tecnica e istituzionale nella fase di transizione. L’assetto riflette la volontà di mantenere un equilibrio tra indirizzo politico internazionale e gestione operativa sul campo, affidata a una guida amministrativa tecnocratica.

Ricostruire infrastrutture e tessuto sociale
La missione del NCAG va oltre la ricostruzione materiale della Gaza Strip. Il Comitato dichiara esplicitamente l’obiettivo di ricostruire anche “lo spirito” della società, intervenendo sui pilastri della dignità umana: sicurezza, elettricità, acqua, sanità ed educazione.
In un contesto segnato da devastazione, disoccupazione e fratture sociali profonde, il ripristino dei servizi essenziali viene indicato come condizione preliminare per qualsiasi percorso politico credibile. Parallelamente, il NCAG si impegna a promuovere una società fondata su pace, democrazia e giustizia, con l’intento di rompere la ciclicità del conflitto.
Economia, lavoro e trasparenza
Uno dei passaggi più significativi del Mission Statement riguarda la dimensione economica. Il NCAG afferma la volontà di costruire un’economia produttiva, capace di sostituire la disoccupazione strutturale con opportunità concrete. L’impegno è legato a standard elevati di integrità, responsabilità e trasparenza, ritenuti essenziali per attrarre investimenti, garantire l’uso corretto delle risorse e ricostruire la fiducia della popolazione.
Pace come strumento per i diritti palestinesi

Il documento chiarisce che la pace non è intesa come fine in sé, ma come strumento per garantire i diritti autentici del popolo palestinese e il suo diritto all’autodeterminazione. La fase di transizione viene così presentata come passaggio necessario per creare le condizioni politiche, sociali ed economiche di una futura governance palestinese stabile e legittimata.
Una scommessa politica ad alto rischio
La nascita del NCAG, formalizzata ieri e affidata al coordinamento dell’ingegnere valesinense Ali Shaath, rappresenta una delle iniziative più ambiziose e controverse del day after di Gaza. Il successo dipenderà dalla capacità di garantire sicurezza, evitare vuoti di potere, mantenere consenso locale e coordinare una pluralità di attori internazionali con interessi spesso divergenti.
Il NCAG si configura come un laboratorio di governance transitoria: se riuscirà a tradurre principi e dichiarazioni in risultati concreti, potrà segnare un cambio di paradigma. In caso contrario, rischierà di aggiungersi alla lunga lista di tentativi incompiuti sulla Striscia di Gaza.
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