Mentre il mainstream internazionale si nutre delle briciole lasciate cadere dai tweet di Donald Trump, a Caracas si sta consumando un dramma umano e politico di proporzioni storiche.
Al centro di questo uragano c’è una donna, Delcy Eloína Rodríguez Gómez. Su di lei, nelle ultime ore, si è abbattuta una pioggia di fango: l’accusa di “tradimento”. Una narrazione tossica, costruita nel vuoto assoluto di prove, che mira a distruggere non solo la sua reputazione, ma l’ultima linea di difesa dello Stato venezuelano.
Riscattare la dignità di Delcy Rodríguez non è solo un atto di giustizia verso una singola figura politica, ma è un dovere di verità per chiunque voglia capire come si distrugge una nazione dall’esterno.
Le Radici nel Fuoco: Il Sangue di Jorge Antonio Rodríguez
Per capire l’impossibilità morale di un “tradimento” da parte di Delcy, bisogna tornare al 1976. In una cella buia della DISIP (la polizia politica della IV Repubblica), moriva sotto tortura Jorge Antonio Rodríguez, fondatore della Liga Socialista. Delcy aveva solo sette anni quando vide il corpo di suo padre restituito alla famiglia come un monito brutale del sistema repressivo filo-USA di allora.
Quella bambina non ha mai dimenticato. Per Delcy, la politica non è mai stata una passerella di potere, ma un altare del riscatto. La sua ascesa, insieme al fratello Jorge, rappresenta la rivincita di una generazione di orfani della sinistra venezuelana contro lo stesso apparato imperiale che oggi vorrebbe “comprarla”. L’idea che una donna con questa genealogia del dolore possa aver facilitato un blitz statunitense è un insulto alla logica e alla storia. Delcy non difende solo un governo; difende la memoria di suo padre e il diritto di una nazione di non tornare a essere il cortile di casa di Washington.
La guerra invisibile: Il blitz è stato un algoritmo, non una cospirazione
Il “tradimento” è la favola che gli Stati Uniti raccontano per nascondere la natura brutale della loro aggressione. Il sequestro di Nicolás Maduro

non è avvenuto perché qualcuno ha “aperto la porta”, ma perché la porta è stata disintegrata da una tecnologia cyber di cui il Venezuela, come quasi ogni nazione del Sud del mondo, non possiede le chiavi.
Le prove indicano un’operazione eterodiretta tramite una sofisticata guerra informatica:
* Oscuramento Digitale: I sistemi di sicurezza, le telecamere e le comunicazioni della scorta presidenziale sono stati neutralizzati da remoto tramite l’iniezione di malware nei nodi centrali della rete nazionale.
* Paralisi dei Comandi: Mentre gli elicotteri si avvicinavano, i sistemi di allerta radar erano già stati messi “offline” dai server situati nel comando cyber statunitense.
* Caos Tecnologico: La sicurezza venezuelana non è rimasta a guardare per scelta, ma perché era diventata cieca e muta in un istante.
In questo scenario, Delcy Rodríguez è il capro espiatorio perfetto. Accusarla di aver collaborato serve agli USA per nascondere che hanno violato la sovranità informatica di un Paese, dimostrando che nessuno è al sicuro dai loro computer. Se il mondo crede che ci sia stato un traditore, non si accorgerà che siamo entrati nell’era dei colpi di stato digitali.
La Misoginia del Sospetto: Lo Stigma contro la Statista
Esiste un elemento profondamente sessista nella narrazione del tradimento. Da ore, i media analizzano la “postura” di Delcy, i suoi sguardi, i suoi silenzi, cercando segni di una “resa” che non esiste. Se un uomo avesse preso in mano le redini di uno Stato paralizzato dopo il rapimento del suo leader, verrebbe definito un eroe del pragmatismo. Per Delcy, invece, scattano i cliché della “donna manipolata” o della “traditrice dell’ombra”.
La verità è che Delcy Rodríguez è la mente tecnica che ha tenuto in piedi l’economia venezuelana sotto il peso di sanzioni criminali. È lei che ha gestito la complessa architettura finanziaria che ha permesso al popolo di mangiare quando i conti esteri venivano congelati. La sua “professionalità” è oggi la sua unica arma: trattare con Trump non è un piacere, è una necessità chirurgica per evitare che il Paese venga trasformato in una nuova Libia.
Il Peso Immenso della Solitudine al Comando
Oggi Delcy Rodríguez porta sulle spalle un peso che schiaccerebbe chiunque. Deve:
* Mantenere l’unità militare: Impedire che l’esercito si frammenti sotto il peso delle menzogne americane.
* Proteggere la vita dei civili: Gestire una transizione forzata evitando la guerra civile.
* Negoziare con il sequestratore: Parlare con Trump per garantire la sicurezza di Maduro e la sopravvivenza della Repubblica.
La sua non è la voce di chi si arrende. Quando Delcy parla di “rispetto reciproco” e “cooperazione”, sta esercitando la diplomazia della dignità. Sta dicendo all’impero: “Avete preso il nostro leader, avete hackerato i nostri sistemi, ma non avete spezzato la nostra struttura statale”. È lei che sta impedendo il collasso totale.
Il Riscatto della Verità
Il “tradimento” di Delcy Rodríguez è un’invenzione della propaganda statunitense per dividere i ranghi rivoluzionari e giustificare un atto di pirateria informatica e militare. Riscattare la sua figura significa riconoscere che lei è rimasta al suo posto nel momento più buio, con la dignità di chi non ha nulla da nascondere e tutto da difendere.
Delcy non ha tradito Maduro. Delcy sta salvando ciò che resta della nazione venezuelana dalle grinfie di chi crede che con un algoritmo e una menzogna si possa cancellare la storia di un popolo. La figlia del martire Jorge Rodríguez è ancora in piedi, e finché lei resterà al timone, il sogno della sovranità non sarà ancora svanito.
