Tawfiq Okasha, the owner of Al Fara'een TV channel holds a press conference in The Meridian Hotel. press, TV, media Photo by: Mohamed Omar
Un vecchio video di Tawfik Okasha riaccende il dibattito in Egitto
di Chiara Cavalieri*
IL CAIRO- Un vecchio video, risalente a circa sette anni fa, dell’ex parlamentare e personaggio mediatico egiziano Tawfik Okasha è tornato virale nelle ultime ore, scatenando un acceso dibattito sui social media egiziani. La sua diffusione coincide con le recenti notizie sull’operazione militare statunitense in Venezuela e con l’arresto del presidente Nicolas Maduro, elementi che hanno contribuito ad alimentare polemiche e interrogativi.

Il “vero segreto” del Venezuela secondo Okasha
Nel filmato, Okasha sosteneva che il forte interesse degli Stati Uniti e dell’Occidente per il Venezuela non fosse casuale, ma legato a una strategia di lungo periodo. Secondo la sua analisi, Washington sarebbe stata “assolutamente certa” dello scoppio di una guerra di vasta portata nel mondo arabo, tale da interrompere le forniture globali di petrolio provenienti dal Medio Oriente.
In questo scenario, il Venezuela – detentore delle più grandi riserve petrolifere accertate al mondo – rappresenterebbe un’alternativa strategica indispensabile per garantire la sicurezza energetica occidentale prima dell’inizio del conflitto.
“C’è un enorme interesse per il Venezuela perché l’Occidente e l’America sono certi che scoppierà una guerra su larga scala nei paesi arabi, paesi delle religioni e del petrolio. Questa guerra inciderà sul loro fabbisogno energetico, e quindi devono avere un’alternativa: il Venezuela”, affermava Okasha nel video.
Strategia energetica, politica e militare
Nel suo intervento, Okasha sottolineava come la questione non fosse esclusivamente economica. A suo dire, il controllo delle risorse venezuelane rientrava in una strategia politica e militare più ampia, volta a garantire fonti energetiche sicure in previsione di un grave conflitto regionale capace di minacciare la stabilità del Medio Oriente.
Parole che oggi, alla luce degli sviluppi internazionali, vengono rilette da molti utenti come una sorta di “profezia” geopolitica.
Social media in fermento
La riemersione del video ha generato migliaia di commenti sulle piattaforme social in Egitto. Alcuni utenti parlano apertamente di una “previsione accurata” di ciò che starebbe accadendo ora, mentre altri si interrogano:
“Lo sapeva davvero sette anni fa?” oppure “La prossima guerra araba è reale?”
Non manca chi, più scettico, ritiene che le dichiarazioni riflettano una lettura complottista della geopolitica, seppur inserita in un quadro di competizione globale per le risorse energetiche.
Un personaggio controverso
Tawfik Okasha è noto in Egitto per le sue posizioni forti e spesso provocatorie sulla politica internazionale. In passato ha parlato di possibili conflitti globali legati al petrolio e, nel 2019, aveva ipotizzato persino lo scoppio di una terza guerra mondiale, indicando il periodo tra il 2020 e il 2025 come fase di massima escalation.
Il nodo venezuelano
Il Venezuela possiede riserve petrolifere stimate in oltre 300 miliardi di barili, le più grandi al mondo. Da anni è al centro di tensioni con gli Stati Uniti, tra sanzioni economiche, pressioni diplomatiche e sostegno all’opposizione interna. Gli ultimi eventi hanno riportato il Paese sudamericano al centro dello scacchiere energetico e geopolitico globale.
In questo contesto, le vecchie parole di Okasha tornano a far discutere, alimentando il timore – o la convinzione – che la competizione per il controllo delle risorse energetiche resti uno dei principali motori dei conflitti del XXI secolo, con il mondo arabo ancora una volta al centro di equilibri fragili e interessi incrociati.
@RIPRODUZIONE RISERVATA.
