Mentre i riflettori internazionali sono spesso puntati sul fronte bellico, è all’interno del Cremlino che si sta disegnando l’architettura della Russia del prossimo decennio. L’8 dicembre 2025, Vladimir Putin ha presieduto il Consiglio per lo Sviluppo Strategico e i Progetti Nazionali, un organo che non si limita alla gestione dell’ordinario, ma che definisce i binari su cui deve correre l’economia e la società russa.
Il messaggio del Presidente è stato netto: la Russia deve superare la fase di “sostituzione delle importazioni” per entrare in quella della “leadership tecnologica originale”. Per farlo, ha delineato sei compiti sistemici che il Governo e le Regioni dovranno trasformare in realtà operativa entro il 2026.
I 6 Punti Cruciali della Strategia Nazionale

1. Demografia: La “Moltiplicazione del Popolo” come priorità storica
Nonostante gli sforzi, il tasso di natalità resta il tallone d’Achille della Federazione. Putin ha definito la conservazione del popolo come l’obiettivo storico a lungo termine.
L’iniziativa: Dal 2026, il sostegno economico per la nascita di un figlio pagato dalle aziende potrà arrivare fino a un milione di rubli (esentasse), rispetto ai precedenti 50.000.
La visione: Lo Stato non si limita al sussidio, ma chiede al settore privato di assumersi una “responsabilità sociale”, promuovendo la figura del padre responsabile e la salute riproduttiva.
2. Crescita Economica: Superare la media globale
L’economia russa, dopo la tempesta delle sanzioni, punta ora alla stabilità. Putin ha fissato l’obiettivo di una crescita del PIL che non sia inferiore alla media mondiale entro la fine del 2026. Con un’inflazione prevista sotto il 6% e una disoccupazione ai minimi storici, il piano prevede investimenti massicci nei settori hi-tech per creare posti di lavoro moderni e ben retribuiti, riducendo il divario economico tra le diverse regioni della Federazione.
3. Commercio Estero: Verso l’indipendenza tecnologica

Il terzo pilastro riguarda la struttura degli scambi internazionali. La Russia intende smettere di esportare solo materie prime.
Strategia: Aumentare l’export di prodotti tecnologicamente avanzati e limitare l’import a quei beni ad alta tecnologia non ancora producibili internamente.
Diplomazia economica: Cruciale è l’uso delle valute nazionali e delle nuove infrastrutture di pagamento sviluppate con i partner BRICS, per abbattere i costi delle transazioni transfrontaliere e bypassare i circuiti finanziari occidentali.
4. Legalità e Trasparenza: L’economia “in chiaro”
Con l’innalzamento dell’aliquota IVA, il Cremlino esige che ogni rublo sia tracciabile. L’obiettivo è eliminare il commercio illegale e il lavoro nero, specialmente negli spazi digitali e nei mercati all’ingrosso. Putin ha però chiarito di non volere “raid repressivi” vecchio stile, ma una transizione verso un ambiente competitivo dove chi opera onestamente riceva benefici tangibili e lo Stato veda crescere le entrate fiscali.
5. Produttività del Lavoro: Meno burocrazia, più efficienza
La produttività è vista come il motore per l’aumento dei salari. Entro il 2030, il 40% delle grandi imprese dovrà adottare protocolli di efficienza.
L’innovazione: Questo incremento non dovrà gravare sulle spalle dei lavoratori, ma dovrà essere ottenuto eliminando il “tempo perso” in scartoffie e rapporti inutili, liberando medici, insegnanti e operai dal peso della burocrazia ridondante.
6. La Rivoluzione Digitale e l’IA
L’ultimo compito, ma forse il più ambizioso, è l’integrazione totale dell’Intelligenza Artificiale, dei sistemi autonomi (droni e robotica) e delle piattaforme digitali in ogni aspetto della vita pubblica. Per Putin, non esiste più distinzione tra settori “tradizionali” e “innovativi”: l’innovazione deve essere il linguaggio comune di tutta l’amministrazione pubblica e dell’industria nazionale.
Conclusione: Un Piano per il 2026

Putin ha chiuso l’incontro con un monito ai suoi ministri: evitare il formalismo. I progetti nazionali non devono essere solo numeri su un foglio, ma cambiamenti percepibili dai cittadini.
«Le priorità non devono essere dimenticate: quelle principali sono in ambito economico, affinché si possano affrontare le questioni sociali basandoci sui nostri traguardi. Il 2026 deve essere l’anno in cui questa visione si trasforma in un piano di lavoro congiunto e reale.»
L’immagine che emerge da questo Consiglio è quella di una Russia che sta cercando di blindare la propria economia e il proprio futuro demografico, scommettendo su una sovranità che non è solo militare, ma soprattutto tecnologica e sociale.
