Il Presidente egiziano Al Sisi interviene alla Cairo water week
L’Egitto ha inaugurato ufficialmente l’ottava edizione della Settimana dell’Acqua del Cairo, un appuntamento ormai centrale nel dibattito internazionale sulle politiche idriche e climatiche. L’evento, organizzato sotto il patrocinio del Presidente Abdel Fattah Al-Sisi ha riunito decisori politici, esperti e rappresentanti istituzionali provenienti da circa cinquanta Paesi.
Nel suo intervento registrato per la sessione di apertura, il Presidente Al-Sisi ha richiamato l’attenzione sulla crescente criticità delle risorse idriche a livello globale, sottolineando l’urgenza di una cooperazione transfrontaliera strutturata. Ha ribadito la posizione egiziana sul dossier della Grande Diga della Rinascita Etiope, riaffermando il rifiuto di qualsiasi misura unilaterale e chiedendo l’adozione di un accordo legalmente vincolante per la gestione coordinata dei flussi del Nilo. La vulnerabilità idrica del Paese è stata ricordata con dati chiari: oltre il 98 percento dell’approvvigionamento idrico proviene da oltre confine e la disponibilità pro capite si è ridotta a circa cinquecento metri cubi all’anno. Tale fragilità rende essenziali meccanismi di coordinamento per affrontare i rilasci non programmati delle dighe e per garantire sicurezza durante periodi di siccità e di inondazioni.

Il Presidente ha ricordato che l’Egitto si è distinto nel portare il tema dell’acqua al centro dell’agenda globale, in particolare con l’iniziativa presentata durante la COP27 di Sharm El-Sheikh nel 2022, sviluppata in collaborazione con agenzie delle Nazioni Unite. Nel quadro di una visione orientata al sostegno del continente africano, Al-Sisi ha richiamato progetti in corso come la creazione di pozzi alimentati a energia solare, sistemi di raccolta dell’acqua piovana, tecnologie di allerta precoce e programmi annuali di formazione tecnica.
Nel suo intervento, il Ministro delle Risorse Idriche e dell’Irrigazione, Hani Sewilam, ha delineato il passaggio dell’Egitto verso un sistema di gestione idrica di “seconda generazione”. Tale transizione poggia su tre pilastri principali: riutilizzo, desalinizzazione e innovazione digitale. Il riutilizzo delle acque di drenaggio agricolo è al centro di un sistema articolato che fa perno su tre mega-impianti, Bahr El-Baqr, Al-Mahsama e New Delta, strutture che permettono di sostenere i grandi progetti di bonifica nel Sinai e nelle aree del Nuovo Delta.
La desalinizzazione rappresenta un altro asse strategico della politica idrica egiziana, con impianti alimentati da energie rinnovabili e integrati con sistemi agricoli contemporanei come idroponica e acquaponica. L’obiettivo è incrementare la produttività idrica attraverso tecnologie che riducano al minimo gli sprechi e favoriscano una maggiore resilienza agricola.
Una parte significativa della strategia riguarda la trasformazione digitale del settore. Il Ministero ha sviluppato sistemi di previsione delle precipitazioni e degli afflussi, monitoraggio satellitare delle colture, sopralluoghi con droni delle infrastrutture idriche e strumenti di apprendimento automatico per stimare i livelli del Nilo. Questi sistemi di supporto decisionale permettono una gestione più precisa e dinamica delle risorse. Parallelamente, piattaforme satellitari monitorano lo stato delle coste e la diffusione di specie invasive, come il giacinto d’acqua. Sono stati inoltre digitalizzati canali e reti di drenaggio e sono state create ventisette applicazioni mobili dedicate ai servizi agricoli.
Tra gli interventi di adattamento spiccano la riabilitazione dei canali, l’aggiornamento dei sistemi di monitoraggio della diga di Assuan e la ricostruzione di infrastrutture idrauliche cruciali come le nuove dighe di Dairut. A questi si aggiungono opere di protezione costiera nelle zone di Alessandria, Damietta e Matrouh. La diga di Rosetta e altri interventi contro le inondazioni contribuiscono anche alla ricarica delle falde e al miglioramento dell’approvvigionamento locale. Il Ministero porta avanti inoltre rilievi accurati delle rive del Nilo e misure per regolare l’uso del suolo nelle isole fluviali, prevenendo rischi idrogeologici e abusi edilizi.
Sul piano istituzionale, Sewilam ha presentato il programma “Leader di seconda generazione”, pensato per valorizzare giovani talenti e consolidare un modello di governance moderna del settore idrico. Sono stati avviati processi volti a favorire l’investimento privato e ad ampliare le fonti di reddito ministeriali. In quest’ottica è stato realizzato un incremento salariale pari al duecento per cento per il personale, con l’obiettivo di raggiungere un ulteriore cento per cento entro il 2026, così da assicurare entro il 2030 standard retributivi competitivi a livello internazionale.
A fronte della crisi di Gaza, il Ministro ha confermato la disponibilità dell’Egitto a mettere a disposizione la propria esperienza tecnica in materia di ricostruzione, in particolare per le infrastrutture idriche e per i servizi essenziali, in seguito al cessate il fuoco annunciato a Sharm El-Sheikh. Ha ribadito che il successo della Settimana dell’Acqua sarà valutato sulla base dei risultati concreti e delle collaborazioni attivate.
Parallelamente alla conferenza, una mostra internazionale ospita ventiquattro aziende egiziane e straniere che presentano soluzioni per il trattamento delle acque, il pompaggio, la qualità idrica, i sistemi di monitoraggio e le tecnologie a energia solare. Il programma della settimana comprende centoventisei sessioni, con la partecipazione di oltre novantacinque organizzazioni, quindici ministri, otto viceministri e delegazioni di alto livello da Paesi come Finlandia e Paesi Bassi.
Tra gli appuntamenti di rilievo figurano le riunioni dei governatori del Consiglio Mondiale dell’Acqua, una sessione congiunta araba su acqua e agricoltura, le celebrazioni per i giubilei d’oro del Programma Idrologico Internazionale dell’UNESCO e del Centro Nazionale di Ricerca Idrica dell’Egitto, la sesta conferenza annuale dell’Unione Europea sulla finanza idrica e i lavori del Comitato Congiunto Egiziano-Olandese di Alto Livello sull’Acqua. Le sessioni plenarie affrontano temi quali sostenibilità, vulnerabilità, mitigazione, adattamento, innovazione, soluzioni basate sulla natura e gestione delle infrastrutture.
Nel corso della settimana, dodici finalisti provenienti da Egitto, Cina e Kenya hanno superato la selezione del concorso Three-Minute Thesis, scelti tra cinquantadue progetti. Sei progetti di laurea sono stati selezionati su trentuno candidature, mentre cinque innovazioni sono state ammesse alla competizione Young Water Innovators su trecentotrentaquattro proposte. L’iniziativa Ala El-Ad ha inoltre premiato dieci lavori tra video e poster. Sono stati presentati anche cinque esperimenti pratici condotti da agricoltori provenienti da diverse regioni del Paese, tra cui Dakahleya, Kafr El-Sheikh, Fayoum, Minya e Assuan.
* Chiara Cavalieri è Presidente Associazione Italo-Egiziana Eridanus e Vice Presidente del Centro Studi UCOI-UCOIM
