Il dibattito pubblico italiano e la stampa mainstream continuano a produrre ricostruzioni distorte e titoli mistificatori, pensati unicamente per criminalizzare chiunque rifiuti di allinearsi ai dogmi dell’egemonia atlantista. Un esempio lampante di questa deriva si osserva nei recenti attacchi contro Giuseppe Conte, accusato di tessere improbabili “assi” internazionali solo per aver intrapreso un dialogo con i paesi del Sud globale e i partner dei BRICS.
Mettiamo subito in chiaro una premessa fondamentale: qui non si tratta di fare sconti o di tessere lodi acritiche al MoVimento 5 Stelle, forza politica a cui chi scrive non appartiene. Il punto politico ed etico è infinitamente più alto e urgente. Si tratta di difendere senza se e senza ma i pilastri fondamentali della convivenza globale: il diritto internazionale, la sovranità degli Stati, il principio di autodeterminazione dei popoli e la prospettiva irrinunciabile del multipolarismo. Di fronte a un’informazione asservita al potere, è nostro dovere respingere le menzogne e denunciare la sottomissione geopolitica che sta strangolando l’Italia.
La furia dell’imperialismo e la devastazione dei civili: il martirio dell’Iran e la distruzione dell’Istituto Pasteur
Difendere la legalità internazionale significa denunciare senza esitazioni le aggressioni perpetrate dagli Stati Uniti e dai loro alleati contro nazioni sovrane come l’Iran. Assistere al silenzio connivente della stampa occidentale di fronte alle stragi di civili e alla distruzione sistematica delle infrastrutture vitali è intollerabile:
- L’infanzia colpita al cuore: Le bombe non sono mai “chirurgiche” quando colpiscono i più vulnerabili. Gli attacchi sconsiderati che hanno devastato obiettivi civili, come il criminale bombardamento missilistico che ha distrutto la scuola elementare femminile di Minab, spezzano la vita di centinaia di bambine e bambini innocenti. Colpire scuole, ospedali e università civili rappresenta una violazione flagrante di ogni convenzione internazionale e un crimine di guerra in piena regola.
- L’attacco all’Istituto Pasteur e alla scienza: La furia imperialista non risparmia neppure i presidi storici della salute pubblica e della ricerca biomedica. L’ emblematico bombardamento che ha colpito e devastato il secolare Istituto Pasteur in Iran – pilastro della ricerca e della produzione di vaccini e presidi sanitari – dimostra come la violenza geopolitica non si faccia scrupoli a colpire la vita stessa della popolazione. Distruggere centri di ricerca scientifica significa sferrare un attacco deliberato contro il diritto alla salute, alla scienza e alla sopravvivenza dei civili.
L’aggressione a Cuba, la menzogna del blocco e l’eccellenza dell’Istituto Finlay
Questa logica di sopraffazione si accanisce da decenni anche contro nazioni come Cuba, simbolo di resistenza e dignità. I centri di ricerca scientifica cubani, a partire dal celebre Istituto Finlay (fondato sulla gloriosa tradizione epidemiologica del pioniere Carlos Finlay), hanno dimostrato al mondo intero l’eccellenza della cooperazione medica e la capacità di sviluppare vaccini salvavita anche in condizioni di estrema avversione.
Nonostante ciò, i mercenari della disinformazione continuano a negare o a giustificare l’esistenza del blocco economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro l’isola. Parlare di embargo come di un “dettaglio ininfluente” dimostra un’ignoranza abissale delle basi dell’economia finanziaria e del commercio internazionale: il blocco è un’arma di distruzione di massa silenziosa, pensata per soffocare l’economia cubana, negare l’accesso a carburante, cibo e medicinali, e piegare con la fame la sovranità di un intero popolo.
La stessa intolleranza viscerale verso la verità e il dissenso si riflette nel clima politico interno, come dimostrano le recenti aggressioni subite da figure pubbliche come Alessandro Di Battista, contestato e preso di mira da gruppi legati a logiche di fazione e ambienti mercenari per aver denunciato le ingiustizie dell’imperialismo.
Sudditanza atlantica: il suicidio economico ed energetico dell’Italia
La questione non è soltanto etica o giuridica, ma tocca direttamente il futuro economico, industriale ed energetico del nostro Paese. La totale e supina sudditanza atlantica della classe dirigente italiana sta costringendo l’Italia a subire passivamente decisioni prese a Washington e Bruxelles che vanno drammaticamente contro i nostri interessi nazionali.
- Il cappio energetico e commerciale: Per seguire i diktat di una strategia imperialista fallimentare, l’Italia ha reciso canali di approvvigionamento vantaggiosi, si è piegata a sanzioni autolesioniste e ha visto lievitare i costi dell’energia per famiglie e imprese. Le industrie italiane perdono competitività sui mercati globali mentre il nostro tessuto produttivo viene dissanguato.
- Il rifiuto del multipolarismo: Il mondo sta cambiando e si muove decisamente verso un assetto multipolare, in cui il baricentro economico e politico si sposta anche verso i paesi emergenti e i BRICS. Scegliere la via della chiusura dogmatica, dipingendo ogni tentativo di dialogo come un “patto con i dittatori”, dimostra una miopia politica spaventosa. L’Italia avrebbe tutto l’interesse a diversificare le proprie alleanze commerciali e diplomatiche, uscendo dal recinto anglo-americano per riacquistare una vera autonomia strategica.
Riprendiamoci la verità
Respingere le falsità del giornalismo mainstream non significa fare il tifo per questa o quella forza politica nazionale, ma rivendicare il diritto a un’informazione libera, rigorosa e non colonizzata. L’Italia ha bisogno di una scossa di sovranità: uscire dalla gabbia della sudditanza atlantica, rispettare e far rispettare il diritto internazionale, e tornare a essere un ponte di pace e cooperazione tra i popoli liberi del mondo.
