CAIRO, EGYPT - DECEMBER, 11 (RUSSIA OUT) Russian President Vladimir Putin (L) shakes hands with Egyptian President Abdel Fattah el-Sisi (R) during their meeting on December 11, 2017 in Cairo, Egypt. Putin is having a one-day trip to Syria, Egypt and Turkey. (Photo by Mikhail Svetlov/Getty Images)
A cura di Chiara Cavalieri
MOSCA- IL CAIRO. Egitto e Russia si preparano a compiere un passo senza precedenti: la creazione di una nuova borsa dei cereali, destinata a inserirsi nel più ampio progetto strategico del gruppo BRICS.
La notizia arriva da Igor Artemyev, presidente della Borsa internazionale delle materie prime di San Pietroburgo, che ha confermato l’intenzione di rafforzare la cooperazione tra le principali borse merci dei due Paesi con l’obiettivo di fondare un nuovo hub commerciale dedicato al grano e alle materie prime agricole.

Memorandum d’intesa: nasce una cooperazione strutturata
Dopo la firma di un memorandum con l’Egyptian Commodity Exchange, Artemyev ha dichiarato:
“Questa cooperazione rappresenta una relazione bilaterale tra Russia ed Egitto e, allo stesso tempo, un passo avanti verso l’istituzione di uno scambio BRICS”.
L’accordo prevede:
- semplificazione delle procedure di negoziazione
- accesso reciproco a broker e aziende dei due Paesi
- valutazione di strumenti comuni per facilitare gli scambi agricoli
Si tratta di un’intesa che va oltre il commercio: è una vera architettura economica alternativa.
Putin e la visione BRICS: un mercato globale fuori dall’Occidente
Il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato che i Paesi BRICS, essendo tra i maggiori produttori mondiali di:
- cereali
- legumi
- semi oleosi
sono pienamente in grado di creare una borsa autonoma e ampliarne la portata verso altre materie prime strategiche.
L’idea è chiara: costruire un sistema di scambio internazionale parallelo, meno dipendente dai mercati occidentali e più centrato sul Sud globale.
Perché proprio una borsa dei cereali?
Il grano è oggi una delle materie prime più sensibili al mondo, soprattutto dopo:
- la guerra in Ucraina
- la crisi alimentare globale
- le tensioni sulle rotte del Mar Nero
- la crescente domanda africana e asiatica
Per l’Egitto, primo importatore mondiale di grano, e per la Russia, tra i maggiori esportatori, una piattaforma comune significa:
- sicurezza alimentare
- stabilità dei prezzi
- influenza geopolitica
Egitto: protagonista del nuovo ordine economico
L’ingresso dell’Egitto nei BRICS ha accelerato un processo già in corso: Il Cairo vuole diventare un nodo economico e logistico centrale tra:
- Africa
- Mediterraneo
- Medio Oriente
- Asia
Questa borsa potrebbe trasformare l’Egitto in un hub regionale per il commercio agricolo, rafforzando la sua autonomia strategica.
Uno scambio BRICS: simbolo di un’epoca che cambia
I leader BRICS – Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto e i nuovi membri – hanno già concordato un piano generale per istituire lo scambio.
La nuova borsa dei cereali non è soltanto un progetto finanziario: è un segnale politico.
Un messaggio al mondo:
- i BRICS non sono più solo un forum
- sono un blocco economico in costruzione
- puntano a riscrivere le regole del commercio globale
Il grano come leva geopolitica del futuro
La cooperazione tra Egitto e Russia apre un capitolo nuovo nella storia economica contemporanea.
In un mondo frammentato, dove il commercio diventa strumento di potere, la nascita di una borsa BRICS dei cereali potrebbe rappresentare uno degli eventi destinati a segnare il XXI secolo.
Il grano non è più soltanto nutrimento: è diplomazia, strategia e sovranità.
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