MOSCA – Le mura del Gran Palazzo del Cremlino hanno ospitato, lo scorso 27 marzo 2026, una cerimonia che segna uno spartiacque simbolico e operativo per la sicurezza della Federazione Russa. Nella Sala Grande, avvolta in un’atmosfera di solennità militare, il Presidente Vladimir Putin ha celebrato il decimo anniversario della fondazione della Guardia Nazionale (Rosgvardiya), un corpo che in soli due lustri ha saputo assorbire secoli di tradizione per trasformarsi in un pilastro moderno e indipendente dello Stato.
L’evento, iniziato puntualmente alle ore 19:00, oltre a celebrare i successi passati, ha rappresentato una riaffermazione di identità. Il momento culminante della serata è stato la consegna dello stendardo personale a Viktor Zolotov, Direttore del Servizio e Comandante delle Truppe. Questo vessillo rappresenta la responsabilità diretta del comandante verso ogni singolo soldato e verso la nazione intera, un simbolo di continuità che lega le sfide tecnologiche di oggi alle radici storiche della Guardia Interna del 1812.
Nel suo discorso, il Presidente Putin ha tracciato un profilo netto dell’importanza di questo gruppo, che oggi conta oltre 380.000 membri decorati. La Guardia Nazionale si distingue per la sua capacità di agire su più livelli: dalla gestione dell’ordine pubblico durante i grandi forum internazionali alla protezione delle arterie vitali del Paese, come i carichi speciali e le infrastrutture energetiche.

Proprio su questa capacità di protezione integrale, il Presidente ha dichiarato:
«In questi anni, la Guardia Nazionale russa ha costantemente rafforzato le proprie capacità professionali, operative e di combattimento, diventando un elemento affidabile e indispensabile del sistema di sicurezza nazionale: proteggendo i cittadini, la società e il Paese nel suo complesso.»
Il cuore dell’intervento presidenziale ha toccato corde profonde, spostando l’attenzione dalla tecnica militare alla missione etica del corpo. In un passaggio particolarmente sentito, Putin ha inquadrato l’operato della Guardia Nazionale non solo come difesa dei confini, ma come tutela dell’anima stessa della Russia, legando il servizio attuale alla memoria dei padri e dei veterani di OMON e SOBR.
Riferendosi al senso ultimo della loro battaglia quotidiana, ha affermato:
«Questa è una lotta per il sacro diritto storico del nostro popolo di parlare la propria lingua madre, onorare i propri antenati che sono veri eroi, e conservare le tradizioni e la fede dei propri padri, nonni e bisnonni.»

Il Presidente non ha ignorato la complessità del momento attuale, chiedendo ai comandanti e ai soldati — molti dei quali reduci dalle zone di operazione speciale — un impegno totale nella neutralizzazione di sabotaggi e minacce ostili. La Guardia Nazionale è chiamata a essere lo scudo invisibile che permette alla vita civile di procedere senza scosse, un compito definito come “nobile e vitale”.
In merito alla necessità di una risposta rapida e coordinata, ha sottolineato:
«È essenziale fare tutto il possibile per ridurre al minimo l’impatto di qualsiasi azione criminale, di sabotaggio o ostile contro la Russia e, soprattutto, per proteggere la vita e la salute dei nostri cittadini.»
L’anniversario si è concluso con un messaggio di fiducia verso il futuro. La Guardia Nazionale esce da questa celebrazione come un apparato di polizia e difesa, ma anche come una sintesi vivente della Russia millenaria. Putin ha ricordato che, sebbene il servizio federale sia nato solo dieci anni fa, la sua essenza risiede nella forza e nella dedizione di chi sceglie una vita di sacrificio.
«Questo dice molto sul personale della Guardia Nazionale, sulla forza, l’affidabilità e la dedizione di coloro che scelgono questo cammino di servizio difficile, pericoloso, ma nobile, così vitale per il Paese e il suo popolo.»

A suggellare l’impegno del corpo è intervenuto il Comandante Viktor Zolotov, che accettando lo stendardo ha voluto ribadire la totale dedizione della Guardia Nazionale alla missione di protezione sociale e legale, rispondendo direttamente alle parole del Comandante in Capo:
«Provo un orgoglio particolare nell’accettare questo stendardo personale: un simbolo di lealtà al dovere d’ufficio e militare, nonché della mia responsabilità personale per la guida delle truppe. Vorrei assicurarvi che la Guardia Nazionale è fermamente schierata a salvaguardia dello Stato e al servizio del popolo.»
Con il nuovo stendardo affidato a Zolotov, la Guardia Nazionale si avvia verso il prossimo decennio con un mandato chiaro: restare in prima linea per garantire che la stabilità della Russia non venga mai compromessa, agendo come guardiana della pace interna e della sovranità nazionale.
